Il Valdarno all’avanguardia nel trattamento dei rifiuti. Da noi il compostaggio è una realtà operante, a differenza di quanto avviene in altre aree regionali e nazionali.

Oggi in Valdarno, per la precisione a Podere Rota, nel comune di Terranuova Bracciolini, abbiamo un sistema impiantistico di gestione dei rifiuti che permette al territorio di risolvere autonomamente le esigenze di smaltimento. È costituito dalla discarica per rifiuti non pericolosi e dall’impianto di selezione e compostaggio gestiti rispettivamente da Centro Servizi Ambiente Impianti SpA e T.B. SpA, società partecipate dalla Castelnuovese.
Si tratta di un impianto che svolge due attività differenti: da una lato tratta il rifiuto proveniente dalla raccolta differenziata di materiale organico, con la successiva produzione di ‘compost di qualità’, un terriccio che può essere utilizzato in agricoltura; dall’altro tratta i rifiuti urbani che vengono dalla raccolta differenziata per eliminare quella parte che causa i cattivi odori e preparare un combustibile che può essere bruciato nel termovalorizzazione per la produzione di energia elettrica; inoltre seleziona e recupera i metalli, evitando che vadano ad aumentare il materiale messo in discarica.
Va detto anche che l’esistenza dell’impianto consente alla discarica di operare in conformità con la legge, che obbliga a conferire rifiuti in discarica solo se trattati. Un fatto importante, non scontato, perché ci sono molte discariche, talvolta anche indicate come esempi di gestione virtuosa, che ad oggi non lo fanno.
L’impianto di selezione tratta circa 75.000 tonnellate l’anno di rifiuti urbani indifferenziati da cui si ricava un materiale a forte componente organica che, una volta lavorato origina la cosiddetta FOS (frazione organica stabilizzata) che è un compost “non di qualità”, che viene utilizzato in discarica per la copertura giornaliera.
L’impianto di compostaggio può trattare fino a 15.000 tonnellate di materia organica da raccolta differenziata per la produzione di compost di qualità. Nel 2009 ne tratterà circa 10.000 tonnellate; il materiale prodotto viene ceduto ad un impianto nella zona del bolognese di dimensioni molto più grandi per il confezionamento e l’utilizzo finale.
Se la raccolta differenziata del materiale organico, possibile solo grazie all’intervento manuale dei cittadini, fosse attivata in modo cospicuo su tutto il territorio servito, avremmo meno materia organica nei rifiuti indifferenziati, con due vantaggi importanti: da una parte la FOS, che finisce in discarica, sarebbe solo una frazione residuale, dall’altra si potrebbe ottenere più compost di qualità.
È necessario sottolineare inoltre che per la produzione di compost di qualità è fondamentale che il rifiuto utilizzato sia “pulito”: difficilmente si potrà produrre compost di qualità se il rifiuto da trattare è contaminato da materiali indesiderati come per esempio vetro, plastica o anche materiali pericolosi come pile e batterie; pertanto la collaborazione dei cittadini è un aspetto imprescindibile per il raggiungimento di elevati livelli di qualità.
La raccolta differenziata della frazione organica è cominciata nel territorio non ancora in modo massiccio, ma si sta diffondendo e nei prossimi anni verrà sempre più estesa. L’azienda della raccolta, CSA spa, alla quale Castelnuovese partecipa, sta pensando di adottare sistemi di raccolta differenti dal classico cassonetto marrone per cercare di favorire la qualità del materiale, come, ad esempio il sistema porta a porta o quello con cassonetti con la chiave.
Il nostro impianto di selezione ha avuto un periodo di avviamento a partire da aprile fino a dicembre 2008, con una attività volta a verificare il corretto funzionamento delle attrezzature, mentre è dall’inizio del 2009 che funziona a regime, trattando tutto il rifiuto previsto dalla pianificazione provinciale. Quindi è comprensibile che siano state necessarie calibrazioni del sistema volte alla ottimizzazione della gestione in modo da ridurre al minimo le problematiche legate ai cattivi odori.
Il capannone che ospita tutta l’attività viene mantenuto in depressione e l’aria viene aspirata e filtrata da torri di abbattimento nelle quali l’aria passa attraverso un sistema che permette di abbattere le polveri presenti per poi essere convogliata ad un biofiltro, costituito da legname a pezzetti. L’aria aspirata e che viene trattata ammonta a 120.000 metri cubi l’ora. Il sistema di depressione impedisce all’aria di uscire dalle porte anche quando queste vengano aperte, per esempio per consentire l’ingresso dei mezzi che devono scaricare i rifiuti.
In effetti, contrariamente a quanto verrebbe da pensare, è l’aria esterna che viene risucchiata all’interno del capannone. Si tratta di un sistema estremamente efficace ma anche molto complesso, visto che si tratta anche di aspirare aria da vari ambienti separati tra di loro, quindi necessita di un settaggio che richiede tempi anche lunghi perché ogni piccola modifica deve essere vagliata e testata prima di passare ad una attività successiva.
In effetti abbiamo la consapevolezza che i primi mesi di attività dell’impianto possano avere causato un disagio per i cattivi odori ma questo effetto va diminuendo sensibilmente. Le società che operano si sono attivate per avviare un rilevamento degli odori con un sistema significativamente detto “naso elettronico” per avere un dato oggettivo sulla produzione e diffusione di cattivi odori. Il naso elettronico viene prima addestrato per riconoscere gli odori tipici della discarica e dell’impianto di compostaggio e poi posizionato per un periodo ritenuto rappresentativo nelle aree ritenute a rischio, dove rileverà l’effettiva presenza del cattivo odore.
Insieme ad ARPAT e al comune di Terranuova Bracciolini e San Giovanni Valdarno è stato stabilito di posizionarne quattro: uno all’interno dell’impianto, uno in un punto limitrofo a Podere Rota, uno a San Giovanni Valdarno ed uno a Piantravigne. Questa indagine è stata condotta a novembre, un periodo che, per le condizioni meteorologiche, è quello più critico per la diffusione degli odori e a breve si avrà un dato oggettivo sia sulla produzione del cattivo odore sia sulle sue modalità di diffusione.
È necessario segnalare che l’odore generato non contiene nessuna sostanza che possa mettere in pericolo la salute dei cittadini. L’aria intorno e all’interno del sistema impiantistico (discarica e impianto di selezione e compostaggio) viene analizzata periodicamente nell’ambito delle iniziative necessarie per la tutela della salute dei lavoratori ed i risultati hanno sempre avuto esiti che rassicurano in tal senso; anzi, i risultati in molti casi sono paragonabili a quelli rilevati in ambiti che frequentiamo ogni giorno, per esempio il mercato settimanale.
Per concludere va detto che grazie al sistema impiantistico di Podere Rota il territorio è autonomo per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani e può addirittura andare in soccorso di aree che autonome non sono. Ciò ha consentito di svolgere un servizio a tariffe molto inferiori a quelle praticate su tutto il territorio regionale, anche fino al 50% in meno che, per un servizio pubblico, non è certo un aspetto da sottovalutare. Anzi, l’efficienza economica della struttura consente anche di potere fare qualcosa a favore di iniziative per il territorio: l’ultima, molto importante, prevede una donazione al CALCIT Valdarno per 200.000 Euro. Si tratta quindi di aziende che hanno una attenzione al territorio e lo curano con rispetto, sensibilità e trasparenza. In questo ambito ricordiamo che i cittadini da soli o in gruppo, le scolaresche o associazioni che volessero visitare il sistema impiantistico possono telefonare e fissare chiamando il numero 055 9737161.